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Vita green? Ecco alcuni consigli per arredare casa

Arredare la propria casa in modo ecosostenibile non è una banale moda del momento ma una scelta consapevole che nasce da un rinnovata mentalità volta a salvaguardare l’ecosistema dagli schemi arretrati che hanno provocato danni incalcolabili all’ambiente. Anche se la cosa migliore sarebbe partire dalle fondamenta, si può comunque attuare una piccola rivoluzione ecologica apportando qualche piccolo cambiamento, cominciando, ad esempio, con lo scegliere arredamenti costruiti con materiali biodegradabili oppure dando sfogo alla propria vena creativa attraverso il riciclo. Dunque, per chi fosse interessato a influenzare le sorti del Pianeta a partire dall’interno delle mura domestiche, ecco alcuni consigli per arredare la propria casa in stile green. Il bagno ecosostenibile Cominciamo ricordando che alcuni arredi, come lavabi, sanitari, docce e vasche da bagno, possono rimanere tali pur scegliendo lo stile green. La scelta dei materiali ha un impatto determinante sull’eco-sostenibilità;

Anche gli Atenei si fanno “green”

Il rispetto per l’ambiente sta diventando una questione sempre più delicata, ed oggi sono numerosissimi i modi e i mezzi per incentivare sempre di più la sensibilità verso questo tema, delle persone di qualunque strato sociale, e di qualunque stile di vita e professione, dal contadino al manager, dal professore allo studente. Il tema “green” è ormai un tema di forte impatto sociale e si sta distribuendo sempre di più anche nei programmi del Ministero della Pubblica Istruzione del nostro paese. Infatti, sono ormai numerosi i corsi universitari e i master che puntano all’insegnamento dell’ecosostenibilità: l’Università Bocconi include un Master dal titolo “Green Management, Energy and Corporate Social Responsibility (MaGER)”, l’Università di Bologna include il Master “Green Energy and Sustainable Businesses“, l’Università di Roma La Sapienza ha un Master in “Efficienza energentica e Fonti energetiche rinnovabili”, l’Università di Camerino organizza

Cibi e acqua: ecco quelli che ne sprecano di più

Forse a volte ci dimentichiamo che in tutto quello che mangiamo nulla escluso è contenuta una gran quantità di acqua, anche in quegli alimenti che ci sembrano insospettabili ebbene l’ultimo report sulla quantità di acqua per produrre alimenti di Water Footprint Network è a dir poco allarmante, leggete un pò di seguito. Per produrre un chilo di orzo per la birra, vengono impiegati circa 1.420 litri di acqua, mentre per ogni litro di malto ne vengono utilizzati circa 298 litri. Calcoli alla mano, significa che un bicchiere da 250 ml di birra “costa” 74 litri di oro blu, e questa è la sua “impronta idrica”. Anche una mela ha bisogno di tantissima acqua: per crescere fino a un peso medio di 150 grammi ne consuma almeno 125 litri, mentre se è venduta in succo ne richiede 1.140 litri per ogni

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Il record del Costa Rica: solo energia green da due mesi e mezzo

Combustibili fossili, addio: è la scelta del Costa Rica, che da ormai 75 giorni fa ricorso, per la propria produzione di energia elettrica, esclusivamente a fonti rinnovabili. Una scelta coraggiosa, dovuta anche a condizioni climatiche particolarmente favorevoli: le abbondanti piogge dell’anno scorso, infatti, hanno riempito a tal punto gli invasi degli impianti idroelettrici che questi hanno assicurato l’80% dell’energia pulita. Per raggiungere questo straordinario risultato il Costa Rica ha potuto contare su un buon apporto del settore geotermico (il 10%). L’idea è quella di diventare carbon neutral entro il 2021, optando per biofuel, auto ibride e soprattutto rinnovabili, con un processo di diversificazione per scongiurare la dipendenza eccessiva dall’idroelettrico. Il tutto ospitando un polmone verde tra i più importanti del mondo e senza che la qualità del servizio per gli utenti diminuisca: i cinque milioni di abitanti del Paese possono

Riciclo dei tappi di alluminio: l’Italia è al primo posto

Qualche volta siamo primi in qualcosa di buono, stavolta riguarda la percentuale di riciclaggio dei tappi di alluminio per la quale primo in Europa davanti a paesi altrettanti virtuosi come Inghilterra e Germania, ricicliamo per circa il 40% dei tappi in alluminio. Lo dice l’associazione europea Eafa, infatti i tappi in alluminio riciclati nonostante le loro dimensioni ridotte, rappresentano una ricchezza in quanto l’alluminio può essere riciclato all’infinito senza che se ne compromettano le qualità o le potenzialità. Inoltre, le operazioni di riciclo di questo materiale sono convenienti a livello energetico: impiegano infatti fino al 95 per cento di energia in meno rispetto a quella utilizzata per la loro produzione primaria. Il minor uso di risorse si traduce con minori emissioni di CO2. Tutto il materiale riciclato viene usato per realizzare prodotti casalinghi, veicoli leggeri, ma anche per l’edilizia e l’isolamento. Queste prestazioni ambientali

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Inquinamento, il numero di vittime ogni anno è preoccupante

Un dato inquietante e allarmante che però non dovrebbe stupire più di tanto visto il tasso di inquinamento raggiunto in molte grandi città in tutto il mondo. Nel mondo infatti ad oggi si contano 12,6 milioni di morti all’anno, pari a uno su quattro, sono attribuibili all’inquinamento ambientale. Lo afferma l’Oms, secondo cui i più colpiti sono i Paesi a basso e medio reddito del sud-est asiatico e le regioni del Pacifico Occidentale, con 7,3 milioni di decessi. In Europa, nel 2012, l’esposizione a fattori di rischio ambientale legati al luogo in cui si vive o si lavora è costata la vita a 1,4 milioni di persone.

In arrivo le scarpe ricavate dalle bottiglie di plastica

Che la plastica fosse riciclabile lo sapevamo già, che da essa si potesse ricavare di tutto pure lo sapevamo e proprio per questo dalle bottiglie di plastica che solo in Italia abbondano, sono in arrivo le prime scarpe totalmente biologiche ricavate appunto dalla plastica delle bottiglie, con otto di queste si ricava un paio di queste scarpe, la plastica viene triturata, sciolta e poi trasformata in fibre, si ricava cosi un nuovissimo tessuto chiamato Eco-fi utilizzato già da alcuni anni per magliette, tappeti e perfino la tappezzeria per le auto. Questo materiale è più leggero del cotone e più caldo della lana. In queste calzature, l’Eco-fi è presente al 95 per cento, dai lacci alla linguetta, mentre il restante 5 per cento è costituito da gomma, schiuma e un collante a base acquosa. Al momento, queste scarpe ecologiche sono in

cina, energia, spazio

L’obiettivo della Cina: energia solare dallo spazio in meno di quarant’anni

Un obiettivo enorme e ambizioso da parte della Cina. Il 2050 è l’anno entro il quale la Cina intende rendere operativa 24 ore al giorno una stazione spaziale per la produzione di energia solare, in orbita a 36mila chilometri dalla superficie terrestre. Per molti questa idea – che interessa a più Stati e venne anticipata già nel 1941 da un racconto di Isaac Asimov – sarà l’ultima frontiera nella produzione di energia rinnovabile. Del resto, i vantaggi sono evidenti: possibilità di operare tutto il giorno senza curarsi dell’alternanza tra la notte e le ore di luce terrestri e, al tempo stesso, irrilevanza delle condizioni meteo nell’atmosfera. L’energia prodotta dai grandi pannelli solari della stazione spaziale verrebbe poi convertita in microonde o in laser e poi trasmessa sulla Terra. Uno dei massimi esperti del settore è il 93enne Wang Xiji, dell’Accademia

energia verde, eolico

Eolico off-shore meglio delle fonti fossili? Sì, entro il 2023

Una delle classiche argomentazioni di chi non vede di buon occhio le energie verdi è la convinzione che queste siano in qualche modo meno efficaci di quelle tradizionali, come le fonti fossili. In capo a qualche anno potrebbe cadere anche l’ultimo tabù: secondo l’ultimo rapporto di Ernst & Young, il settore dell’eolico offshore europeo potrebbe diventare più conveniente delle fonti fossili nel 2023. Per raggiungere questo obiettivo rivoluzionario, però, sarà necessario tagliare i costi per gli impianti in modo significativo per i prossimi 5 anni, con interventi decisi e razionalizzazione di spese e risorse. Sempre secondo il rapporto, bisognerà individuare le fasi della filiera eolica dove risparmiare, puntando sulla ricerca e l’innovazione, e pretendere un impegno concreto da parte delle amministrazioni europee. Sarà anche necessario potenziare le reti di distribuzione: una delle sfide più importanti è quella dei sistemi di accumulo,

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Addio ai rifiuti con il negozio di alimentari sostenibile

Apre a Berlino il primo supermarket con i prodotti sfusi. Cartoni, scatole, fustini e confezioni di ogni genere, addio. Al market di alimentari Original Unverpackt di Berlino ogni involucro è bandito. Milena Glimbovski e Sara Wolf hanno avuto l’intuizione giusta per portare (quasi) a zero la quantità di rifiuti prodotta dal loro negozio, che ormai ha fatto parlare di sé sulla stampa internazionale, dal Brasile a Giappone. Ma come funziona l’Original Unverpackt? In pratica, tutto è venduto sfuso e si fa la spesa portandosi da casa sacchetti e contenitori riutilizzabili (o si acquistano direttamente in negozio barattoli di vetro, scatole di metallo, borse di cotone e così via). Il cliente riempie secondo la quantità desiderata i suoi contenitori e poi verrà calcolato il prezzo netto alla cassa secondo il peso, senza distinzioni per quanto si compra, a differenza dei supermercati