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casa green, arredare casa

Vita green? Ecco alcuni consigli per arredare casa

Arredare la propria casa in modo ecosostenibile non è una banale moda del momento ma una scelta consapevole che nasce da un rinnovata mentalità volta a salvaguardare l’ecosistema dagli schemi arretrati che hanno provocato danni incalcolabili all’ambiente. Anche se la cosa migliore sarebbe partire dalle fondamenta, si può comunque attuare una piccola rivoluzione ecologica apportando qualche piccolo cambiamento, cominciando, ad esempio, con lo scegliere arredamenti costruiti con materiali biodegradabili oppure dando sfogo alla propria vena creativa attraverso il riciclo. Dunque, per chi fosse interessato a influenzare le sorti del Pianeta a partire dall’interno delle mura domestiche, ecco alcuni consigli per arredare la propria casa in stile green. Il bagno ecosostenibile Cominciamo ricordando che alcuni arredi, come lavabi, sanitari, docce e vasche da bagno, possono rimanere tali pur scegliendo lo stile green. La scelta dei materiali ha un impatto determinante sull’eco-sostenibilità;

In arrivo le scarpe ricavate dalle bottiglie di plastica

Che la plastica fosse riciclabile lo sapevamo già, che da essa si potesse ricavare di tutto pure lo sapevamo e proprio per questo dalle bottiglie di plastica che solo in Italia abbondano, sono in arrivo le prime scarpe totalmente biologiche ricavate appunto dalla plastica delle bottiglie, con otto di queste si ricava un paio di queste scarpe, la plastica viene triturata, sciolta e poi trasformata in fibre, si ricava cosi un nuovissimo tessuto chiamato Eco-fi utilizzato già da alcuni anni per magliette, tappeti e perfino la tappezzeria per le auto. Questo materiale è più leggero del cotone e più caldo della lana. In queste calzature, l’Eco-fi è presente al 95 per cento, dai lacci alla linguetta, mentre il restante 5 per cento è costituito da gomma, schiuma e un collante a base acquosa. Al momento, queste scarpe ecologiche sono in

gusci d'uovo, plastica

Ambiente, i gusci d’uovo produrranno la plastica del futuro?

I gusci d’uovo che di solito buttiamo via in futuro potrebbero essere una nuova fonte da cui proviene la plastica eco compatibile, questo il risultato emerso dal meeting annuale dell’American chemical society secondo cui aggiungere schegge di gusci d’uova alle plastiche eco sostenibili attuali creerebbe un nuovo materiale biodegradabile che si piega ma non si rompe. Gli scienziati stimano che nel mondo si producono 300 milioni di tonnellate di plastica all’anno: circa il 99% è ottenuta da petrolio greggio e altri combustibili fossili. Una volta nell’immondizia, questo tipo di materiale può durare secoli senza corrompersi. E, se bruciata, rilascia diossido di carbonio nell’atmosfera, contribuendo ai cambiamenti climatici. Per questi motivi alcuni produttori hanno deciso di puntare sulle bioplastiche, una tipologia di plastiche derivate da amido di mais, patate dolci o altre fonti vegetali rinnovabili, che sono biodegradabili e si decompongono una

berlino, Original Unverpackt

Addio ai rifiuti con il negozio di alimentari sostenibile

Apre a Berlino il primo supermarket con i prodotti sfusi. Cartoni, scatole, fustini e confezioni di ogni genere, addio. Al market di alimentari Original Unverpackt di Berlino ogni involucro è bandito. Milena Glimbovski e Sara Wolf hanno avuto l’intuizione giusta per portare (quasi) a zero la quantità di rifiuti prodotta dal loro negozio, che ormai ha fatto parlare di sé sulla stampa internazionale, dal Brasile a Giappone. Ma come funziona l’Original Unverpackt? In pratica, tutto è venduto sfuso e si fa la spesa portandosi da casa sacchetti e contenitori riutilizzabili (o si acquistano direttamente in negozio barattoli di vetro, scatole di metallo, borse di cotone e così via). Il cliente riempie secondo la quantità desiderata i suoi contenitori e poi verrà calcolato il prezzo netto alla cassa secondo il peso, senza distinzioni per quanto si compra, a differenza dei supermercati

Le più belle case sull’albero del mondo [Foto]

Quanti di noi da piccoli ma anche da adulti sogniamo la famosa casa sull’albero anche solo come rinfrescante e rilassante rifugio dallo stress quotidiano? Ebbene nel mondo ce ne sono parecchie e dei più svariati tipi, anche piuttosto bizzarre. Svegliarsi al canto degli uccelli, tra i rami e le foglie. Un letto in mezzo al bosco in una casa costruita su un albero è un sogno realizzabile. Ai quattro angoli del globo ci sono diverse abitazioni di questo tipo come mostra il sito Bored Panda. Una, in Svezia, sembra proprio un nido, con i rametti affastellati a formare le pareti. In Giappone, tra i fiori di ciliegio, ce n’è una con tanto di comignolo. Una sfera perfetta in legno, una delle tante tra quelle canadesi. Ovviamente tutte o quasi totalmente ecologiche.

A Bolzano sperimentato il primo asfalto riciclato

Avreste mai detto che è possibile riciclare perfino l’asfalto? Ebbene ci sono riusciti a Bolzano dove lo hanno utilizzato per rifare la pavimentazione di una strada in provincia, per ottenerlo sono stati riciclati degli pneumatici non più in uso, inoltre questa idea è stata esposta proprio in questi giorni alla fiera Viatec da Ecopneus. L’aggiunta di gomma da riciclo sotto forma di polverino di dimensioni inferiori al millimetro al conglomerato bituminoso normalmente utilizzato per asfaltare le nostre strade, consente di ottenere una pavimentazione che ha prestazioni superiori agli asfalti tradizionali nella durata, nella resistenza agli agenti atmosferici e nella rumorosità dei veicoli in transito. Inoltre, l’utilizzo di gomma da pneumatici fuori uso permette una maggiore resistenza sia agli agenti atmosferici che al deterioramento da usura, rendendo gli interventi di manuntenzione necessari meno frequenti, ciò incide positivamente, nel lungo periodo, sui

ambiente

Raccolta differenziata: in aumento ma siamo ancora indietro

Siamo ancora lontani dall’obiettivo del 50% entro il 2020. Siamo indietro e di parecchio anche sul fronte raccolta differenziata nonostante secondo gli ultimi dati del Conai risulti in aumento ma ancora lontani dagli standard fissati dall’Unione europea ovvero il 50% entro il 2020, pochissimi i comuni davvero virtuosi se ne contano appena sei, anche le regioni virtuose sono pochissime e anche in questo settore il divario da Nord e Sud è notevole. Sette regioni – ossia Trentino, Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Marche e Sardegna – hanno superato il 50% di materiali avviati a riciclo. Inoltre, tra i dati positivi, c’è per la prima volta il calo dei costi totali del 2,7% registrato nel 2016, per via della diminuzione delle quantità avviate a smaltimento. Filippo Bernocchi, delegato Anci per energia e rifiuti, parla anche di una conferma delle criticità

energia verde, agrumi

L’energia verde? Arriva dagli agrumi

Una spremuta, si sa, è sana e corroborante, ma secondo un progetto che coinvolge l’Università di Catania, il Distretto agrumi della Sicilia e la cooperativa Empedocle l’energia delle arancia e dei limoni potrebbe essere più letterale di quanto sia lecito aspettarsi. Si chiama proprio “Energia degli agrumi: un’opportunità per l’intera filiera“, infatti, il progetto finanziato da Coca Cola e che prevede di usare gli scarti della lavorazione degli agrumi per succo al fine di ricavare energia. Il “pastazzo” – come è definito, in gergo, questo materiale che con 340mila tonnellate costa ogni anno circa 10 milioni di euro per il suo smaltimento – rappresenta circa il 60% del quantitativo trattato e può diventare con un’apposita lavorazione una vera e propria risorsa in caso di soddisfare le esigenze energetiche delle famiglie. Grazie al lavoro dei ricercatori, infatti, è stata messa a

Istituito il primo Osservatorio europeo sulla bio economia

Entrerà in esercizio già nel mese di marzo l’osservatorio Ue creato per rilevare i progressi e le ricadute dello sviluppo della bioeconomia. Il progetto, con una durata di tre anni, raccoglierà i dati al fine di seguire l’evoluzione dei mercati e delle politiche europee, nazionali e regionali, le tendenze degli investimenti, pubblici e privati, in modo da inserirli in un portale web decollato all’inizio del 2014. L’osservatorio, che sarà coordinato dal Centro comune di ricerca, servizio scientifico interno della Commissione Ue, vuole anche far circolare informazioni scientifiche, casi di eccellenza, messi a punto dal mondo della sperimentazione e dell’innovazione. La strategia europea sulla bioeconomia avviata un anno fa, ha i suoi fondamenti sull’uso intelligente delle risorse biologiche e rinnovabili, per realizzare una crescita sostenibile nei settori industriale ed energetico, nella gestione e nel riciclaggio dei rifiuti, in agricoltura e nella

Susegana, il paese completamente green

Essere green, essere bio, essere a totale favore dell’ambiente non solo si può ma si deve, in Italia esiste un paese dove l’ambiente è rispettato e salvaguardato in ogni aspetto possibile della vita quotidiana, si chiama Susegana e si trova immerso nel verde delle colline trevigiane, in questo paese praticamente non si butta e si spreca praticamente nulla dal letame delle mucche agli scarti delle pannocchie. Nell’oasi incantata della tenuta Borgoluce di Collalto, oltre a produrre (vino, carne, farine, latticini, miele, noci, salumi e olio), si ricicla tutto ciò che avanza. Così, ai 1300 ettari di colline, boschi e vigneti, si affianca uno dei maggiori impianti a biomassa d’Italia, che da letame, scarti del mais e cippato di legno dei boschi produce quasi 1 megawatt di energia elettrica, praticamente quella che serve al fabbisogno giornaliero di 250 famiglie. Tra enormi