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Stress da vacanza: cause e soluzioni

Stress da vacanza: quando le ferie possono diventare una fonte di stress Le vacanze sono alle porte, dopo un anno a lavorare finalmente potrete godervi il vostro periodo di tranquillità, rilassarvi e vivere a pieno i giorni liberi, al mare o magari visitando la città straniera che tanto avete sognato… attenzione però, lo stress potrebbe non abbandonarvi, anzi! Potrebbe crescere! Organizzare le proprie vacanze infatti, assieme alla gestione della partenza può diventare una vera e propria fonte di stress che, specialmente in coppia può sfociare anche in problematiche e litigi capaci di capovolgere il nostro umore e trasformare un sogno in un incubo. Fase uno: organizzare la vacanza La prima fase di stress è proprio quella dell’organizzazione; organizzare le proprie vacanze infatti non è così facile come pensiamo. Se procediamo da soli, il rischio di sbagliare e la responsabilità delle

La fame di metà mattina e di metà pomeriggio: le cause e i rimedi

  A metà mattina o pomeriggio, il momento in cui noi abbiamo già metabolizzato l’ultimo pasto e ancora dovremo aspettare per il pranzo o la cena, capita a tutti noi di avere una fame crescente. E’ una cosa perfettamente naturale, analizziamo le cause di questa situazione e i rimedi per poterla aggirare. Le cause della fame di metà mattina o metà pomeriggio Diverse sono le cause, nel dettaglio sono due le cause principali: Troppe ore a digiuno. Come prevedibile, una mancata colazione porta il nostro organismo a una situazione di grave carenza alimentare e si attiva così il meccanismo della fame. Non nutrirsi dalla sera prima non dà le cause Cattiva colazione o pranzo. Non basta mangiare, serve infatti mangiare bene. Dobbiamo metterci in testa che il nostro organismo necessita di equilibrio pertanto una colazione o un pranzo che abbondano di carboidrati

Le verdure e gli ortaggi primaverili: tutto ciò che c’è da sapere

Con l’arrivo della bella stagione le nostre tavole si riempiono di verdure ed ortaggi tipicamente primaverili come asparagi, cetrioli, fagioli, melanzane e molti altri, tutti con numerosi benefici per la nostra salute. Ecco una lista che comprende alcuni tra le verdure e gli ortaggi primaverili più comuni: Asparagi Basilico Carciofi Carote Cavolfiori Cavoli Cetrioli Cipollotti Fagioli Fagiolini Fave Finocchi Lattughe Melanzane Patate novelle Peperoni Piselli freschi Pomodori Prezzemolo Ravanelli Sedano Spinaci Zucchine L’assunzione di queste verdure e ortaggi, così come di tutti i cibi di stagione, è importante per vari motivi. Mangiare cibo di stagione comporta infatti non solo un benessere per il proprio corpo ma anche per la nostra terra poiché la coltivazione e la crescita di cibi fuori stagione comporta un costo ambientale elevatissimo. Basti pensare ad esempio all’enorme dispendio di energia per alimentare le serre, i fertilizzanti

Le Balene hanno il “sangue Blu”, la mioglobina svela il segreto delle loro immersioni

Da una recente ricerca fatta dall’università di Liverpool, si è scoperto che alcuni campioni estratti di una proteina capace di legarsi all’ossigeno durante il trasporto nell’organismo, la mioglobina,  da diverse specie di mammiferi, tra cui le anche le Balene, si è scoperto che nei mammiferi marini, dediti a lunghe immersioni la colorazione dei globuli che normalmente è rossa ( grazie alla mioglobina ) è apparentemente di un colore bluastro. Questo dimostrerebbe una maggiore concentrazione della proteina in questione, dunque sarebbe questo il motivo che permette, ad esempio,alle Balene  di rimanere molti minuti sott’acqua senza risalire per respirare. Inoltre, si è scoperto che la mioglobina ha una caricaelettrica  positiva che permette alle cellule di non legarsi fra loro, consentendo così un maggiore trasporto di ossigeno. Questa scoperta ha un utilizzo nel campo della ricostruzione storica dei mammiferi e della loro evoluzione,

Leoni marini malati e bisognosi di cibo nelle Galapagos, l’uomo sta contribuiendo alla sua estinzione.

L’uomo è sempre al centro dei mille problemi che generano allarmi sia ambientale che di faunistica. Questa volta sono i leoni marini delle Galapagos a far scatenare l’allarme, il cibo da quelle parti scarseggia e la colpa è da attribuire all’uomo, la presenza di animali domestici unita all’inquinamento ed al contatto con l’essere umano, stanno spingendo questa specie alla fame. L’allarme giunge dalla ZSL, Zoological Society of London che spiega come tutti questi fattori abbiano compromesso le possibilità di procacciare cibo dei leoni marini. Da gli studi fatti su esemplari malati, si è scoperto una riduzione del grasso corporeo, dovuto proprio alla mancanza di cibo, che indebolisce l’esemplare facendolo ammalare e consecutivamente morire se non curato in tempo. Le malattie che affliggono la specie sono da attribuire a gli animali domestici, portatori di questi virus.

Arriva dalla Svezia la soluzione al riscaldamento globale, bioenergie combustibili e stoccaggio Co2, ecco la formula vincente

Alcuni ricercatori della Chalmers university in Svezia dichiarano di avre trovato la ricetta giusta per combattere l’inquinamento attuale. Pubblicato sul Environmental Research Letters, i ricercatori sono convinti che il riscaldamento globale possa essere combattutto con una giusta miscela di bioenergie, cioè con combustibili ottenuti da  piante e derivati, bloccando l’immisione di Co2 prodotta.Utilizzando diversi modelli climatici i ricercatori sono riusciti ad elaborare diverse soluzioni di miscele per produrre i differenti fabbisogni energetici, ottimizzandone la produzione e riuscendo a ridurre di netto la produzione di Co2. Secondo il loro studio, questo permetterebbe di utilizzare fonti green che abbinate allo stoccaggio del Co2 farebbe diminuire il surriscaldamento ambientale nel giro di mezzo secolo. L’unico problema che impedisce l’utilizzo di questa tecnologia è la difficoltà nel garantire uno stoccaggio efficiente dell’anidride carbonica prodotta. Infatti i ricercatori continuano a testare i progetti da loro

Terreni desertici a rischio collasso, i microrganismi che li abitano subiscono gli effetti del riscaldamento globale

Anche se invisibili, i microrganismi che vivono nel suolo desertico e che proteggono il terreno andando a formare un invisibile pellicola protettiva, rischiano l’incolumità a causa del riscaldamento globale. Questa scoperta è stata possibile grazie ad una ricerca dell’Arizona State University guidata dal microbiologo Ferran Garcia-Pichel. Lo studio consisteva in una accurata indagine di determinati  “lenzuoli” di terra, prelevati nelle zone desertiche americane,nellll’Oregon, nel New Mexico ed anche nello Utah e in California. Questi microrganismi permettono di tenere integro il terreno dando nutrimento alle piante desertiche presenti. Nelle analisi svolte, risulta una notevole variazione di quantità di microrganismi all’interno dei “lenzuoli” di terra e soprattutto del tipo di batteri, in questo caso Microcoleus steenstrupii che, come noto ai ricercatori, modivica la sua proliferazione in base alle variazioni di temperatura. Questo tipo di batteri sta lentamente avanzando e proliferando li dove

Carbone, fa più vittime degli incidenti stradali: l’allarme di Greenpeace

Dati allarmanti scaturiti da una ricerca condotta dall‘Università di Stoccarda e divulgata da Greenpeace che lancia l’allarme: l’inquinamento da carbone in Europa ogni anno miete 22.300 vittime premature numeri assai più alti di quelli degli incidenti stradali, Greenpeace sottolinea inoltre che il carbone a questo punto costa davvero troppo non solo in termini economici ma proprio in vite umane. La ricerca dell’Università di Stoccarda ha messo in evidenza come l’inquinamento atmosferico provocato dalle centrali elettriche a carbone provochi più morti rispetto addirittura agli incidenti stradali in Polonia, Romania, Bulgaria e Repubblica Ceca. In particolare poi in Italia, sottolinea Greenpeace, nel 2010 si attribuiscono al carbone 521 morti premature e la perdita di circa 117.000 giornate di lavoro. Per quanto riguarda l’Italia, Greenpeace punta il dito contro Enel. Alla produzione della grande multinazionale elettrica italiana è riferibile secondo la ricerca, una

clima

Ricerca dimostra il nesso tra tumori polmonari-scarichi industriali, è tempo di agire

Giunge dalla rivista Lancet Oncology la notizia della conferma del nesso tra i tumori polmonari e il forte inquinamento atmosferico. In uno studio effettuato in collaborazione con diverse enti europee tra cui l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, si è potuto constatare che su trecentomila persone studiate con problemi ai polmoni in tutta Europa, più dei tre quarti erano soggetti a costanti inalazioni di polveri sottili, generate dalle industrie locali. Studiando  in particolare l’inquinamento dovuto alle polveri sottili tossiche presenti nell’aria, il particolato Pm 10 e Pm 2,5), i  risultati portano a tale dimostrazione: per ogni incremento di 10 microgrammi di polveri sottili per metro cubo presenti nell’aria il rischio di tumore al polmone aumenta di circa il 22%. Un dato allarmante che conferma i timori di molti che additavano le industrie come causa primaria di tumori. Le  normative presenti

Gli smartphone a guardia delle foreste

Chi poteva mai immaginare che i comunissimi smartphone riciclati e riconvertiti possano diventare delle efficaci sentinelle per i nostri boschi, foreste ed aree verdi minacciate da disboscamento, incendi? A quanto pare è possibile grazie ad un innovativo progetto che sta cercando finanziamenti tramite Kickstarter. Il progetto si chiama chiamato Rainforest Connection (RFCx). In pratica il suono delle motoseghe viene captato dai microfoni degli ex smartphone. Poi, attraverso un software che sfrutta le reti wireless, viene lanciato un allarme in tempo reale agli agenti responsabili che si trovano nelle vicinanze. Il sistema RFCx consente a un singolo cellulare riciclato di monitorare tre chilometri quadrati di foresta pluviale, senza batterie o alimentatori dannosi all’ambiente. I creatori del congegno hanno ora lanciato una campagna per raccogliere fondi per due progetti pilota volti a costruire e distribuire apparecchiature sufficienti per coprire fino a 300