Mondo animale

Ritorna l’incubo dei Bracconieri, ucciso brutalmente un orso nel Parco Nazionale d’Abbruzzo

E’ stato trovato morto, all’interno del Parco Nazionale d’Abbruzzo, un esemplare di Orso Marsicano brutalmente ucciso con tre colpi di fucile. Con molta probabilità si tratta di un esecuzione di un gruppo di bracconieri. Il colpo fatale per l’orso è stato alla testa e non è chiaro il perchè i bracconieri non abbiano portato via il corpo, con molta probabilità devono essere stati allarmati da qualche movimento nelle vicinanze. Si riduce quindi il numero già esiguo di sessanta esemplari dell’orso che fanno sponda tra l’Abbruzzo il Molise ed il Lazio. Il fatto è già stato denunciato alla Procura della Repubblica di Isernia e delle forze d’azione militare si sono già mosse per dare la caccia ai presunti bracconieri. Anche il WWF, indignato per l’accaduto, sta mobilitando i suoi volontari per aiutare le forze dell’ordine nella ricerca dei colpevoli. “un fatto

LAV, Lega Antivivisezione e Marevivo lottano per la chiusura dei delfinari italiani “obsoleti, poco educativi e dannosi per i mammiferi marini”

La LAV, Lega Antivivisezione ha dato il via ieri alla giornata mondiale contro la cattività dei mammiferi marini. l’associazione punta il dito sui delfinari italiani che, secondo i loro studi, violerebbero le normative di protezione dei mammiferi. Secondo un sondaggio, sarebbero il sessantotto percento degli italiani a volerne  la chiusura definendoli come “per nulla educativi” ed obsoleti dal punto di vista scientifico, e quasi il cento percento vorebbe che la pratica di cattura dei delfini per l’utilizzo dei parchi venga soppressa. Dunque, la LAV dispone di una serie di documentazioni che potrebbe contribuire alla loro chiusura,”consegneremo l’investigazione al ministro dell’Ambiente Andrea Orlando sollecitandolo a prendere atto delle violazioni documentate, talmente evidenti da rendere inevitabile la chiusura dei delfinari in Italia”, annuncia un responsabile della LAV che evidenzia  l’appoggio ricevuto da un altra associazione pro-chiusura delfinari, Marevivo.

Vivisezione, l’Italia fa un passo avanti ed approva la legge europea al Senato, le barbarie sugli animali potranno così finire presto

Dopo il rischio concreto di ricevere pesanti sanzioni, l’Italia si è finalmente messa in regola con le normative europee riguardo la vivisezione e lo sfruttamento di animali per scopo scientifico. Il Senato ha approvato l’emendamento sulla Legge di delegazione europea con centottantanove voti favorevoli. Questo vorrà dire che verrà vietato l’allevamento di cani, gatti e scimmie sul territorio italiano per uso sperimentale, si salveranno così oltre novecento animali che ogni anno in Italia vengono utilizzati per queste pratiche barbare. Manca tuttavia l’approvazione definitiva alla legge, comunque è un buon passo avanti per far si che venga presto messa in opera, sia per il rispetto doveroso degli animali ma anche per evitare le forti sanzioni che l’UE ha apertamente dichiarato di voler affibbiare al nostro Stato, che al momento di comunicare la loro posizione riguardo la legge, hanno semplicemente optato per

Il corpo dell’ultimo esemplare della ‘Chelonoidis Abingdoni’ la tartaruga delle Galapagos, verrà imbalsamata ed esposta in un museo

Scoperta nel 1972, George la ‘Chelonoidis Abingdoni’ la tartaruga solitaria, unico esemplare rimasto in vita della sua specie e morta l’anno scorso, sarà imbalsamata per essere esposta in un museo come testimonianza per le generazioni future. Originaria delle Galapagos, la tartaruga verrà letteralmente scongelata e affidata alle mani esperte di imbalsamatori di New York. L’imbalsamazione costerà circa trecentomila dollari è a contribuire saranno Parco Nazionale delle Galapagos in Ecuador e il College of Environmental Studies della State University of New York. “Questa e’ stata l’opzione migliore, gli scienziati qui hanno le migliori tecniche del mondo” dice il responsabile del Parco Nazionale Poco prima che morisse, gli esperti del Parco avevano tentato di farlo accoppiare con delle femmine di specie simile, tuttavia inutilmente.

A pantelleria si continua a dare la caccia ai conigli “invasori” che hanno devastato i vigneti locali

Continua a Pantelleria l’estenuante lotta contro l”l’invasione” di conigli che nel giro di un paio di mesi sta decimando i vigneti della zona. E non solo, anche le coltivazioni di verdure ed ortaggi è compromessa. Si sta cercando in tutti i modi di arginare il problema con differenti soluzioni. I coltivatori hanno provato di tutto, dalle recinzioni metalliche interrate all’utilizzo di sacchi di plastica che colpiti dal vento dovrebbero spaventare i conigli. Si è arrivati anche ad utilizzare dei cani da caccia, ma la piaga sembra non voler diminuire. Già da Aprile di quest’anno erano arrivati i primi segnali di allarme, lo afferma l’assessore alle risorse agricole Dario Cartabellotta, Mentre  il commissario straordinario del Comune di Pantelleria Giuseppe Piazza afferma “I voracissimi animalistanno devastando le piantagioni isolane”. Le piantagioni si sono ridotte a poche centinaia di ettari, rispetto ai milgiaia

Nasce negli Stati Uniti, nello zoo di San Antonio, la prima tartaruga a due teste

  Nata pochi giorni fa nello zoo di San Antonio, negli Stati Uniti, Thelma & Louise ( questo il nome) è la prima tartaruga a due teste mai conosciuta. Poco più grande di una moneta, l’esemplare unico della specie Texas River Cooter è in ottime condizioni e le sue funzionalità vitale sono al top. Le due teste sono indipendenti tra loro e gli esperti del parco assicurano che hanno due modi di reagire all’esterno ben differenti. La spiegazione di come la tartaruga sia nata così la da  Craig Pelke, uno dei curatori dello zoo,  alla Associated Press ” con molta probabilità l’esemplare non è altro che la fusione di due tartarughe gemelle mai divise”. Thelma & Louise,il nome è un omaggio al film con la Devis e la Sarandon del ’91, cammina e nuota senza problemi e di sicuro sarà

Rtrovato nei ghiacci perenni Canadesi il DNA del più antico cavallo risalente a 700 milioni di anni fa, Studi evolutivi in corso

Da una pubblicazione della rivist Nature si è mostrato il ritrovamento di un osso di cavallo vissuto piu di settecento milioni di anni fa, imprigionato nei ghiacci perenni al nord del Canada. Questo permetterebbe di creare una mappatura del DNA della specie che diventerebbe la più antica.Si potrà così studiarne i cambiamenti durante i secoli e capire al meglio le evoluzioni de DNA nel tempo. Tutto questo è stato possibile grazie al lavoro di ricercatori dell’università di Copenhagen, Eske Willerslev e Ludovic Orlando, che sono riusciti a recuperare tutte le sequenze del DNA grazie al suo ottimo stato di conservazione. Dai test svolti i ricercatori teorizzano che il diretto discendante di questa specie sia la razza di cavalli Przewalski, gli ultimi rimasti della razza selvaggia. Il DNA raccolto è stato poi confrontato con un esemplare di più di quarantamila anni

EDGE. Redatta la prima mappa delle aree a rischio estinzione

Sapere e non far nulla. Questo il grande problema sollevato dai risultati, pubblicati sulla rivista Plos One, del progetto realizzato da un gruppo internazionale di ricercatori coordinato dalla Società Zoologica di Londra. Il team ha redatto Edge (Evolutionarily Distinct and Globally Endangered), la prima mappa che, su scala globale, indica quali siano le zone dove mammiferi e anfibi sono a maggior rischio di estinzione. Ciò che emerge è che, delle aree rilevate, solo una minima parte è riconosciuta come zona a rischio e protetta: solo il 5% delle aree a rischio dove rischiano l’estinzione dei mammiferi, solo il 15% di quelle in cui a rischio sono invece gli anfibi. Le zone dove i mammiferi rischiano di più l’estinzione sono il Sud-Est asiatico, l’Africa meridionale e il Madagascar; mentre i pensieri maggiori per gli anfibi si hanno in America centrale e meridionale. Le