Alimentazione

La fame di metà mattina e di metà pomeriggio: le cause e i rimedi

  A metà mattina o pomeriggio, il momento in cui noi abbiamo già metabolizzato l’ultimo pasto e ancora dovremo aspettare per il pranzo o la cena, capita a tutti noi di avere una fame crescente. E’ una cosa perfettamente naturale, analizziamo le cause di questa situazione e i rimedi per poterla aggirare. Le cause della fame di metà mattina o metà pomeriggio Diverse sono le cause, nel dettaglio sono due le cause principali: Troppe ore a digiuno. Come prevedibile, una mancata colazione porta il nostro organismo a una situazione di grave carenza alimentare e si attiva così il meccanismo della fame. Non nutrirsi dalla sera prima non dà le cause Cattiva colazione o pranzo. Non basta mangiare, serve infatti mangiare bene. Dobbiamo metterci in testa che il nostro organismo necessita di equilibrio pertanto una colazione o un pranzo che abbondano di carboidrati

Le verdure e gli ortaggi primaverili: tutto ciò che c’è da sapere

Con l’arrivo della bella stagione le nostre tavole si riempiono di verdure ed ortaggi tipicamente primaverili come asparagi, cetrioli, fagioli, melanzane e molti altri, tutti con numerosi benefici per la nostra salute. Ecco una lista che comprende alcuni tra le verdure e gli ortaggi primaverili più comuni: Asparagi Basilico Carciofi Carote Cavolfiori Cavoli Cetrioli Cipollotti Fagioli Fagiolini Fave Finocchi Lattughe Melanzane Patate novelle Peperoni Piselli freschi Pomodori Prezzemolo Ravanelli Sedano Spinaci Zucchine L’assunzione di queste verdure e ortaggi, così come di tutti i cibi di stagione, è importante per vari motivi. Mangiare cibo di stagione comporta infatti non solo un benessere per il proprio corpo ma anche per la nostra terra poiché la coltivazione e la crescita di cibi fuori stagione comporta un costo ambientale elevatissimo. Basti pensare ad esempio all’enorme dispendio di energia per alimentare le serre, i fertilizzanti

gusci d'uovo, plastica

Ambiente, i gusci d’uovo produrranno la plastica del futuro?

I gusci d’uovo che di solito buttiamo via in futuro potrebbero essere una nuova fonte da cui proviene la plastica eco compatibile, questo il risultato emerso dal meeting annuale dell’American chemical society secondo cui aggiungere schegge di gusci d’uova alle plastiche eco sostenibili attuali creerebbe un nuovo materiale biodegradabile che si piega ma non si rompe. Gli scienziati stimano che nel mondo si producono 300 milioni di tonnellate di plastica all’anno: circa il 99% è ottenuta da petrolio greggio e altri combustibili fossili. Una volta nell’immondizia, questo tipo di materiale può durare secoli senza corrompersi. E, se bruciata, rilascia diossido di carbonio nell’atmosfera, contribuendo ai cambiamenti climatici. Per questi motivi alcuni produttori hanno deciso di puntare sulle bioplastiche, una tipologia di plastiche derivate da amido di mais, patate dolci o altre fonti vegetali rinnovabili, che sono biodegradabili e si decompongono una

Ogm, saranno i singoli stati dell’Europa a decidere

L’annosa questione sugli Ogm ovvero organismi geneticamente modificati è stata affrontata dal Parlamento europeo dopo oltre quattro anni di dibattiti e polemiche e dopo la riunione a Lussemburgo hanno deciso che saranno i singoli stati dell’Unione a decidere in maniera autonoma e indipendente come, dove e quando iniziare coltivazioni di Ogm sui propri territori. Il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti ha ribadito il no dell’Italia e lo ha anche twittato: A Lussemburgo per Consiglio Ambiente Ue, ribadisco No Italia a Ogm. Partita da vincere, come quelle di #Brasil2014. Il ministro Galletti ha dichiarato: Chiedo a ogni Paese membro un aiuto per arrivare a chiudere entro la fine dell’anno il dossier sulla libertà di coltivazione o meno di Ogm nell’Ue, dopo l’accordo politico raggiunto con due sole astensioni, quella di Belgio e Lussemburgo. Da parte dell’Italia c’é il massimo impegno a

Dopo l’hamburger in provetta arriva anche la bistecca?

Forse non sarà mai la classica e amatissima bistecca ma i tempi sono cambiati e produrre le classiche bistecche, le “fiorentine” cosi come sono denominate costa moltissimo in termini di uccisioni di animali ma anche di acqua e cosi dai padri creatori dell’hamburger in provetta arriva lo studio che permetterà di produrre bistecche utilizzando cellule staminali prelevate da muscoli bovini, le cellule vengono coltivate all’interno di due diversi tipi di bioreattori e poi pressate fino a ottenere una sorta di “torta”. La carne così ottenuta viene quindi macinata e trasformata in hamburger. In questo modo, secondo i due ricercatori, si potrebbe produrre carne senza sacrificare gli animali e in modo più rispettoso dell’ambiente. Bisognerebbe comunque renderla appettibile rendendo il suo prezzo concorrenziale rispetto a quello delle tradizionali bistecche. Ridurre il consumo di carne riduce le emissioni di anidride carbonica 50