Alternative naturali alla plastica: la Bioplastica per piatti e bicchieri usa e getta


La bioplastica è un materiale alternativo alla plastica, ma che possiede le stesse caratteristiche anche se prodotta in maniera diversa: è spesso utilizzata per la produzione di piatti e bicchieri usa e getta biodegradabili al 100%.

Le materie prime utilizzate per comporre i materiali bioplastici sono tanti e diversi: frumento, mais, cereali, farina, barbabietola, polpa di cellulosa (canna da zucchero). Il prodotto finale che ne viene ricavato non solo potrà essere completamente assorbito dal terreno, ma verrà dissolto dall’azione degli agenti naturali in pochissimo tempo (circa 2/3 mesi) a differenza dei mille anni richiesti dal materiale sintetico.

In questo modo, utilizzando la bioplastica si salva l’ambiente, ma non solo. Anche il portafoglio potrà gioire di questa scelta dal momento che quello di cui si ha bisogno è soltanto una discarica dove poter depositare il rifiuto il quale in pochissimo tempo si decompone e quindi non si accumula.
In questo senso, come spiegato prima, viene ridotto notevolmente anche l’impatto ambientale rispetto all’utilizzo dei termovalorizzatori, inceneritori con recupero energetico, per quanto riguarda l’energia richiesta e le emissioni dei processi. Infatti, la bioplastica richiede meno tempo per essere compressa (all’incirca 10 minuti per tonnellata) e, di conseguenza, meno energia. Inoltre, non vengono rilasciati fumi tossici nell’aria dal momento che si tratta di un processo meccanico e non chimico.

Per quanto riguarda le stoviglie (piatti, bicchieri e posate) esistono più possibilità di materiali bioplastici:

  • il mater-bi nel processo di biodegradazione produce acqua, anidride carbonica e metano a partire dall’amido di mais
  • il PLA (acido poliattico) è un polimero derivato dalle piante come il mais, il grano o la barbabietola che sono ricche di zucchero naturale
  • la polpa di cellulosa (ottenuta dalla fibra del gambo della canna da zucchero) è particolarmente resistente fino a 200° e per questo motivo è particolarmente indicata per l’inserimento nel microonde, mentre si sconsiglia su un forno tradizionale